La paziente si è rivolta al nostro studio con un desiderio preciso: migliorare il proprio sorriso attraverso delle faccette dentali.
Prima di procedere, abbiamo però voluto valutare quale risultato fosse realmente possibile ottenere e quali fossero gli elementi da correggere per rendere il nuovo sorriso il più armonioso possibile.
Il punto di partenza
Il percorso è iniziato con la realizzazione di un mock-up, che ci ha permesso di visualizzare in anticipo una possibile nuova forma del sorriso.
Proprio durante questa fase ci siamo resi conto che le faccette, da sole, non sarebbero state sufficienti per raggiungere il risultato desiderato. Un elemento importante da correggere era infatti la prominenza gengivale, che rendeva particolarmente evidente il gummy smile.
Prima di intervenire sui denti era quindi necessario lavorare sulle proporzioni tra denti e gengive.
La correzione del gummy smile
È stato eseguito un intervento chirurgico di correzione del sorriso gengivale sull’intera zona superiore visibile durante il sorriso, dal premolare destro al premolare sinistro.
L’obiettivo di questa prima fase era creare un rapporto più equilibrato tra la parte dentale e quella gengivale, preparando allo stesso tempo il sorriso per i successivi interventi estetici.
In questo tipo di trattamento la stabilità della nuova posizione delle gengive è particolarmente importante. Per questo motivo abbiamo atteso 21 giorni prima della rimozione dei punti di sutura, rispettando i tempi necessari alla corretta guarigione dei tessuti.
Un percorso costruito in più fasi
Il trattamento non si conclude con la chirurgia gengivale. La paziente continuerà a essere seguita per migliorare ulteriormente il gummy smile attraverso il Botox, intervenendo quindi anche sulla componente che contribuisce all’esposizione gengivale durante il sorriso.
Solo successivamente completeremo il percorso estetico inizialmente desiderato dalla paziente.
Le faccette per completare il sorriso
L’ultima fase prevede infatti la realizzazione delle faccette dentali, che permetteranno di intervenire sull’estetica dei denti e di chiudere i diastemi presenti.
In questo caso il mock-up è stato fondamentale non soltanto per immaginare il risultato finale, ma soprattutto per comprendere quale fosse il percorso corretto per raggiungerlo.
Un progetto costruito per fasi, nel quale le faccette rappresentano il punto di arrivo e non il punto di partenza, perché un sorriso armonioso nasce dall’equilibrio tra denti, gengive e proporzioni del viso.
Domande frequenti
Invisalign e ortodonzia invisibile sono la stessa cosa?
No. Invisalign è un sistema commerciale di allineatori trasparenti. L’espressione ortodonzia invisibile è più ampia e comprende i trattamenti con allineatori e, in un’accezione più generale, altre tecniche poco visibili come l’ortodonzia linguale.
Gli allineatori possono correggere qualsiasi malocclusione?
No. Possono essere utilizzati in molte situazioni, ma indicazione e prevedibilità cambiano in base ai movimenti richiesti. Nei casi più complessi possono servire attachment, elastici, altre procedure ausiliarie, trattamenti combinati oppure un apparecchio fisso.
Si può mangiare con le mascherine?
Generalmente gli allineatori vengono rimossi durante i pasti e per bere bevande diverse dall’acqua. Prima di reinserirli è importante seguire le indicazioni ricevute per l’igiene di denti e mascherine.
Gli allineatori fanno male?
Durante i primi giorni con una nuova mascherina è possibile avvertire pressione o sensibilità, perché vengono applicate forze per muovere i denti. Un dolore importante o persistente, una mascherina che non aderisce o un’irritazione significativa devono invece essere valutati dal professionista.
Dopo l’ortodonzia invisibile devo portare un retainer?
Normalmente sì. Al termine della fase attiva viene programmata una contenzione per limitare gli spostamenti dei denti. Tipo di retainer, frequenza di utilizzo e durata vengono stabiliti in base al singolo caso.