Antonella si è rivolta allo Studio Del Malvò perché non era soddisfatta dell’aspetto del proprio sorriso. I denti, tuttavia, erano sani e presentavano uno smalto naturale esteticamente gradevole. La valutazione iniziale ha mostrato che la percezione di denti troppo corti non dipendeva dalla loro forma, ma dalla quantità di tessuto gengivale visibile durante il sorriso.
Il trattamento è stato quindi progettato intervenendo sui tessuti gengivali e ossei, senza modificare lo smalto e senza ricorrere a faccette dentali.
Trattamento eseguito: rimodellamento gengivale e osseo dell’arcata superiore
Obiettivo: riequilibrare il rapporto tra denti e gengiva preservando i denti naturali
Il punto di partenza
Durante il sorriso i denti dell’arcata superiore apparivano visivamente più corti di quanto fossero realmente.
L’analisi del sorriso ha permesso di individuare la causa dell’inestetismo nella quantità di tessuto gengivale che ricopriva parte della superficie dentale.
Si trattava quindi di un sorriso gengivale, o gummy smile, caratterizzato nel caso della paziente da un rapporto tra denti e gengiva che rendeva meno visibile la superficie naturale dei denti.
L’obiettivo non era cambiare forma o colore dei denti.
Era necessario capire se fosse possibile rendere visibile una porzione maggiore della loro superficie naturale, modificando il rapporto tra tessuto gengivale e dente.
Proprio perché smalto, forma e colore dei denti presentavano caratteristiche favorevoli, si è scelto di preservare la struttura dentale esistente.
La scelta del trattamento
La valutazione del sorriso non si è concentrata soltanto sui denti anteriori.
Durante il sorriso della paziente risultavano visibili anche premolari e tessuti gengivali laterali. Intervenire su un numero troppo limitato di elementi avrebbe potuto creare una differenza di proporzioni tra la zona centrale e quelle laterali.
Per questo il trattamento è stato programmato sull’arcata superiore fino ai secondi premolari, seguendo l’estensione effettivamente visibile durante il sorriso.
La decisione terapeutica è stata quindi definita considerando il sorriso nel suo insieme e non un singolo dente.
Il trattamento
È stato eseguito un rimodellamento dei tessuti gengivali e ossei intorno ai denti dell’arcata superiore.
L’intervento ha interessato gli elementi visibili durante il sorriso fino ai secondi premolari, con l’obiettivo di modificare il rapporto tra dente e gengiva e rendere visibile una maggiore porzione della superficie dentale naturale. In questo modo è stato possibile intervenire sulla causa dell’effetto di “denti corti” senza applicare restauri estetici e senza modificare lo smalto sano.
La gestione del tessuto osseo è stata definita in relazione alla situazione clinica della paziente e al nuovo profilo gengivale programmato.
Il periodo post-operatorio
Nel caso descritto, durante le tre settimane successive all’intervento la paziente ha seguito le indicazioni post-operatorie fornite dallo Studio. In questa fase ha privilegiato alimenti morbidi e utilizzato il collutorio prescritto, evitando di traumatizzare le aree trattate durante la guarigione.
Dopo 21 giorni sono stati rimossi i punti ed è stata valutata l’evoluzione dei tessuti.
Tempi di guarigione e indicazioni post-operatorie possono cambiare in funzione dell’estensione dell’intervento e delle caratteristiche individuali del paziente.
prima
dopo
Prima: La quantità di gengiva visibile durante il sorriso riduceva otticamente l’altezza dei denti dell’arcata superiore.
Dopo: Dopo la guarigione, una maggiore porzione della superficie naturale dei denti risulta visibile e il rapporto tra denti e gengiva appare più equilibrato.
Il risultato
Il rimodellamento dei tessuti ha permesso di rendere visibile una maggiore superficie dei denti naturali, modificando il rapporto tra denti e gengiva senza intervenire sullo smalto.
Il sorriso appare più equilibrato nelle proporzioni e i denti non presentano più la stessa percezione di ridotta altezza presente nella situazione iniziale.
La paziente si è dichiarata soddisfatta del risultato ottenuto.
Un aspetto importante di questo caso riguarda però soprattutto ciò che si è scelto di non fare. Non sono state applicate faccette dentali: i denti erano sani e il loro smalto, colore e struttura non presentavano, al momento della valutazione, motivi che rendessero necessario un ulteriore trattamento estetico. Anche altre possibilità inizialmente considerate sono state accantonate dopo aver valutato il risultato ottenuto con la sola correzione dei tessuti.
Il trattamento si è quindi concluso preservando la struttura dentale naturale della paziente.
Perché non sono state utilizzate le faccette?
Le faccette possono essere indicate quando è necessario intervenire su forma, proporzioni, colore o altre caratteristiche dei denti. In questo caso, però, il problema principale non dipendeva dai denti.
Modificarli avrebbe significato intervenire su uno smalto sano senza affrontare direttamente la causa dell’inestetismo. La valutazione ha quindi portato a trattare inizialmente soltanto i tessuti gengivali e ossei e a rivalutare il sorriso dopo la guarigione.
Il risultato ottenuto non ha reso necessario procedere con ulteriori trattamenti estetici.
Il caso è stato valutato, pianificato e seguito presso lo Studio Odontoiatrico Del Malvò di Torino.
Hai un sorriso molto gengivale?
La quantità di gengiva visibile durante il sorriso può dipendere da cause differenti e non tutti i casi richiedono lo stesso trattamento. La valutazione clinica permette di analizzare denti, gengive, labbra e proporzioni del sorriso e capire quale sia la causa prevalente nel singolo caso.