La paziente si è rivolta allo studio con un desiderio preciso: rendere meno visibili le white spot presenti sugli incisivi superiori, che alteravano l’uniformità del sorriso.
Considerata la giovane età della paziente e l’ottimo stato di salute dei denti, era fondamentale individuare una soluzione che permettesse di ottenere un miglioramento estetico senza sacrificare inutilmente il tessuto dentale sano.
Il punto di partenza
Le white spot, visibili sulla superficie degli incisivi superiori, rappresentavano il principale motivo di insoddisfazione della paziente.
I denti erano sani e proprio per questo si è scelto di adottare un approccio il più possibile conservativo, evitando una preparazione tradizionale che avrebbe richiesto di limare gli elementi dentali.
L’obiettivo era quindi uniformare l’aspetto del sorriso preservando la struttura naturale dei denti e, allo stesso tempo, mantenere aperta la possibilità di intervenire nuovamente in futuro.
La scelta dell’Injection Technique
Per il trattamento sono state realizzate delle faccette attraverso la Injection Technique, una tecnica che ha consentito di intervenire senza dover limare i denti della paziente.
Questa scelta è stata particolarmente importante proprio in considerazione della sua giovane età. Preservare il tessuto dentale permette infatti di mantenere maggiori possibilità terapeutiche per il futuro, qualora, una volta più grande, la paziente desiderasse valutare un nuovo intervento estetico.
Dal mock-up alle faccette
Prima di procedere con il trattamento definitivo è stato realizzato un mock-up, utile per valutare preventivamente il risultato e definire forma e proporzioni del nuovo sorriso.
Nella seduta successiva sono state quindi applicate le faccette mediante Injection Technique, intervenendo sugli incisivi interessati dalle white spot senza ricorrere alla limatura dei denti.
Rifinitura e risultato finale
Un ultimo appuntamento è stato dedicato alla rifinitura e alla lucidatura finale, passaggi necessari per perfezionare il risultato ottenuto.
Il trattamento ha permesso di mascherare le white spot e rendere più uniforme l’aspetto degli incisivi, seguendo un principio fondamentale: ottenere il miglioramento estetico desiderato preservando il più possibile i denti naturali.
Una soluzione pensata non soltanto per il sorriso di oggi, ma anche per lasciare alla giovane paziente la libertà di scegliere, in futuro, se e come intervenire nuovamente.
Domande frequenti
Invisalign e ortodonzia invisibile sono la stessa cosa?
No. Invisalign è un sistema commerciale di allineatori trasparenti. L’espressione ortodonzia invisibile è più ampia e comprende i trattamenti con allineatori e, in un’accezione più generale, altre tecniche poco visibili come l’ortodonzia linguale.
Gli allineatori possono correggere qualsiasi malocclusione?
No. Possono essere utilizzati in molte situazioni, ma indicazione e prevedibilità cambiano in base ai movimenti richiesti. Nei casi più complessi possono servire attachment, elastici, altre procedure ausiliarie, trattamenti combinati oppure un apparecchio fisso.
Si può mangiare con le mascherine?
Generalmente gli allineatori vengono rimossi durante i pasti e per bere bevande diverse dall’acqua. Prima di reinserirli è importante seguire le indicazioni ricevute per l’igiene di denti e mascherine.
Gli allineatori fanno male?
Durante i primi giorni con una nuova mascherina è possibile avvertire pressione o sensibilità, perché vengono applicate forze per muovere i denti. Un dolore importante o persistente, una mascherina che non aderisce o un’irritazione significativa devono invece essere valutati dal professionista.
Dopo l’ortodonzia invisibile devo portare un retainer?
Normalmente sì. Al termine della fase attiva viene programmata una contenzione per limitare gli spostamenti dei denti. Tipo di retainer, frequenza di utilizzo e durata vengono stabiliti in base al singolo caso.